
Si racconta che un certo Sigismondo il Vecchio, re di Lituania, quando vide il ritratto di Bona Sforza se ne invaghi’ al punto di volerla impalmare e di farla sua sposa il che gli riusci’ nell’ormai lontano 1518.
La leggenda narra anche che l’infanta Bona si innamorò ,a sua volta, del re al punto che il battito del suo cuore, palpitante d’amore, fece tremare quella che sarebbe, poi, diventata la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
Bona Sforza ,dal canto suo, forte del retaggio e del carattere di cotanta famiglia da cui proveniva, portò con sè tutto un seguito non solo di cortigiani ma anche di architetti, scultori e umanisti che lasciarono importanti tracce di quella che rappresentava, allora, la cultura rinascimentale italiana.
Nessuno avrebbe sospettato, senza ben conoscere la storia, di un cosi forte legame tra i due popoli che, appunto per storia e tradizione, cultura e carattere appaiono e sono molto simili. Non dimentichiamo, infatti che la Lituania, al pari dell’Italia è stata, per secoli, terra di conquista e il suo popolo al pari di quello italiano ha dovuto lottare, duramente, per riguadagnare la propria indipendenza cosa che avvenne ,ultimamente, soltanto nel 1992 quando, finalmente, come le altre repubbliche baltiche riusci’ a liberarsi dal giogo sovietico.
Grazie all’indomito spirito di libertà che contraddistingue questo popolo, cosi ben rappresentato nella collina delle croci che domina la sua capitale, che tanti hanno tentato ma non sono riusciti a distruggere, Vilnius e la Lituania hanno mantenuto intatte le proprie radici storico-culturali e per questo motivo Vilnius proclamata con Linz ,Capitale Europea per la cultura celebrerà tale suo riconoscimento nel corso del 2009 con 120 progetti esclusivi e 900 eventi scaglionati nel corso dell’anno che spazieranno dai concerti di musica classica e barocca a quelli di Jazz , al creative thinking, al plastic artistic performance, alla regata di mille imbarcazioni, al festival di Musica Sacra, all’International Festival of Alternative Music, per citarne alcuni fra i tanti, senza contare gli eventi che dureranno tutto l’anno come la maratona cinematografica o il Discussion Club European Cafè.
E’ nell’importante cornice di Palazzo Reale che l’Assessore del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory, insieme al Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Calmieri, all’ambasciatore lituano in Italia Sarunas Adomavicius, il Sindaco di Vilnius Juozas Imbrasas, il Console onorario di Lituania a Milano Guido Levera, il Direttore Esecutivo del progetto Dalia Bankauskaite e, naturalmente l’artista Vaidas Raimoska hanno dato ,lo scorso 14 novembre, il benvenuto ufficiale a quell’Angelo divenuto il simbolo della rinascita della capitale lituana.
“Il ns. augurio è di accogliere a Vilnius il maggior numero possibile di ospiti,” ha dichiarato Dalia Bankauskaite, Direttore esecutivo del progetto VECC,” in modo che possano vedere con i propri occhi le attrattive culturali della città e divenire amabasciatori del progetto stesso”.
“ A Vilnius sta prendendo piede una nuova esperienza culturale in cui ogni abitante del paese potrà contribuire allo sviluppo della Capitale della Cultura, con le proprie idee ed iniziative” ha,poi, spiegato la Direttrice che ha anche fatto rilevare come per la capitale Lituana che celebrerà nel 2009 l’anniversario dei suoi 1000 anni di storia l’evento rappresenti anche un’opportunità storica unica per scoprire gli aspetti comuni e le diversità della cultura europea oltre che per ampliare le iniziative internazionali di cooperazione promovendo la leadership della regione.
La presentazione ufficiale dell’Angelo di Vilnius realizzato dall’artista lituano Vaidas Raimoska, che si è liberamente ispirato all’Angelo di bronzo che caratterizza Uzupis, quartiere di artisti di Vilnius e simbolo, appunto del progetto VECC-Vilnius Capitale Europea della Cultura,
si è collocata all’interno della settimana lituana iniziata lo scorso 12 novembre con l’obiettivo di reinserire in piena regola e di proporre la capitale lituana come importante meta turistica.
“Con la presentazione dell’Angelo che simboleggia i nostri valori nei quali crediamo fortemente, vogliamo invitare a visitare un grande paese ricco di storia, di cultura e di arte quale la Lituania e la sua capitale Vilnius” ha affermato Kristina Sarkyte Direttore dell’Ente Nazionale Lituano per il Turismo.
Non ci resta, quindi, che andare a Vilnius per verificarlo di persona e ,soprattutto, per appurare quanta italianità si annidi nelle strade e nelle chiese dove è arrivata la mano degli artisti di Bona Sforza immaginando che l’Angelo di Vilnius preservi, ancora, lo spirito dei due innamorati.
Gianni Acerbi
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