venerdì 14 novembre 2008

A MILANO l’EUROPEAN IT BANKING FORUM 2008: QUALI LE PROSPETTIVE PER RISOLVERE LA CRSI FINANZIARIA?


Si è aperto ieri a Milano al Palazzo Mezzanotte di P.zza Affari 6 l’European IT Banking Forum 2008, l’appuntamento annuale organizzato da IDC e Financial Insights con il mondo finanziario italiano che offre un confronto tra analisti IDC, operatori leader del mondo IT, CIO ed esperti del settore bancario, finanziario e assicurativo. Il tema dell'incontro quest’anno, visti i tempi che corrono , si è ,per forza di cose, focalizzato sulla “Crisi Finanziaria, sistema bancario e ruolo dell’ICT”.
L’evento ha avuto l’obiettivo di delineare lo scenario attuale del mondo bancario e finanziario, analizzando i grandi cambiamenti che stanno avvenendo a causa della crisi finanziaria internazionale che rischia di avere ripercussioni importanti anche sull’economia reale europea. Autorevoli rappresentanti del mondo finanziario e IT si sono confrontati per definire nuovi modelli di utilizzo delle tecnologie innovative al fine di adeguarsi ai cambiamenti del mercato, e innovare il medesimo puntando sulla relazione banca cliente e sulle strategie multicanale per conquistare i nuovi potenziali target delle banche italiane anche allo scopi di trovare e soprattutto sperimentare tipi di business che sfruttino l’IT come leva competitiva per superare la crisi ed essere efficienti in futuro.
“L’attuale crisi partita dagli USA e diffusasi velocemente in Europa pone nuove e importanti sfide a tutto il settore finanziario e bancario. In questo contesto alle banche è richiesto un bilanciamento ,sempre ,più, difficile tra la gestione ordinaria delle attività della banca - caratterizzata da reattività al mercato, bassa innovazione e flessibilità – e tra la spinta alla crescita, che richiede più flessibilità, un grado maggiore di innovazione e proattività” ha commentato Ezio Viola, Group Vice President and General Manager - EMEA Vertical Markets & Insights di IDC. “ Per rispondere alla crisi è necessario mettere in atto strategie diversificate: prima di tutto la sistemazione dei bilanci attraverso la ricapitalizzazione e la gestione della liquidità. È ,poi, indispensabile riallineare le strategie rivedendo il Portafoglio di Business, segmentando la clientela e perseguendo una maggiore efficienza, soprattutto grazie al supporto IT. Per differenziarsi sul mercato, le banche devono riuscire ad innovarsi e ad anticipare i cicli del mercato, con una gestione del rischio.
Molto interessante è stato, anche, l’intervento dell’economista e professore Giacomo Vaciago che ha moderato una tavola rotonda presenziata da Domenico Guidi Direttore Generale della Banca Popolare Commercio e Industria, Gianluca Garbi, Managing Director of Global Public Sector di Dresdner Klienwort e Michele Calzolai, Presidente di Assosim dalla quale è emerso un quadro molto pragmatico circa l’attuale crisi finanziaria che è, sostanzialmente, la prima crisi finanziaria globale in quanto interessa tutto il mondo e quindi non solo i paesi cosiddetti occidentali ma, anche i paesi emergenti e primi fra tutti la Cina e l’India. Ben 47 crisi si sono, infatti, succedute nel mondo negli ultimi 37 anni, nessuna però ha, mai, avuto le stesse caratteristiche di quella attuale, nemmeno quella del 29’ negli Stati Uniti d’America , ha riferito Vaciago, in quanto tutte anche quella Russa (97'-99') o quella del Giappone (89'-03') erano limitate ad un’area o ad un paese ben circostritto. Quella attuale ,invece, ha continuato Vaciago e ciò di per sé è ,gia’, un elemento inquietante è, invece, una crisi globale che interessa ,quindi, tutto il mondo. E’ una crisi del troppo debito perchè le banche, prime fra tutte quelle americane, hanno commesso l’errore di concedere ,troppo facilmente, dei crediti senza ,peraltro, nemmeno ,verificare se coloro a cui erano conccssi avessero la capacità di restituirli. E’ una crisi che mette in crisi il sistema di mercato perche’ i governi non possono sostituirsi alla banche con gli aiuti economici ma debbono essere le banche e il sistema globale a riprendersi con le proprie forze.
Siamo ,ancora, a metà strada hanno concluso ,unanimemente, i relatori, sono crollati i palazzi ma stiamo ancora portando via le macerie e vi è ancora puzza di spazzatura dice Vaciago alludendo senza mezzi termini alle azioni ed obbligazioni spazzatura ancora in circolazione sui mercati.
Dobbiamo aspettare che tutto il lavoro di pulizia venga compiuto prima di ricostruire da capo su solide basi il
Giovanni Boccalini, Jacopo D’Auria e Valerio Valentini hanno,invece, riferito su alcuni casi di utenti ed esperienze concrete per il Gruppo Intesa San Paolo, Telecom Italia ed IBM,.
Nel pomeriggio si e’,poi, discusso del modello di business della Banca Etica, che si sta diffondendo notevolmente negli ultimi anni, e delle sue opportunità reali di sviluppo alla luce della crisi finanziaria attuale.
Il banchiere hanno riferito i relatori non deve limitarsi a prestare l’ombrello al cliente quando piove per poi riprenderselo subito dopo le prime gocce.
La chiarezza e la trasparenza pagano sempre i banchieri e i bancari devono essere gli ambasciatori dell’azienda banca vis-a –vis dei clienti, partendo dall’ascolto e dall’analisi delle necessità del cliente si arriva a comprendere e a rispondere ai relativi bisogni dei beneficiari.
Sperando intanto che la crisi passi.
Gianni Acerbi

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