
In concomitanza con i 500 anni dalla nascita del suo più famoso concittadino Andrea Palladio
Vicenza attraverso la Federazione Provinciale Coldiretti in gemellaggio con la Federazione Coldiretti di Lodi ha lanciato una campagna di promozione dell’Agriturismo di qualità sia nel territorio Vicentino e perché no presto anche di quello Lombardo.
Alla presenza di Elio Spiller, Presidente di Terranostra Vicenza, Paolo Brunello, Presidente Terranostra Veneto, Amedeo Sandri, Cuoco, gastronomo e scrittore, Vladimiro Riva ,Direttore di Vicenza E’, Martino Cerantola, Vicepresidente Coldiretti di Vicenza, Carlo Franciosi, Presidente Coldiretti di Lodi, Stefano Viganò, Imprenditore Agrituristico facente parte della Coldiretti di Lodi, lo scorso 1 di Ottobre si è tenuta la conferenza durante la quale si è dibattuto il tema con cui proprio Vicenza già dal 2005 ha lanciato l’Agriturismo di qualità, progetto ambizioso e lodevole, poi, adottato da altri territori italiani a vocazione rurale.
Si tratta di un percorso volontario di qualità ,ha spiegato Spieler, intrapreso da 30 aziende agrituristiche del circuito Terranostra con l’obiettivo primario di garantire standard omogenei nell’accoglienza degli ospiti e di migliorare il servizio offerto.
I requisiti fondamentali per fregiarsi del marchio QA, ha continuato Spieler, la cui certificazione viene effettuata da CSQA di Tiene, ente terzo che interviene a garanzia della qualità dei risultati ottenuti, sono:
1) L’imprescindibilità dell’attività agricola e dell’imprenditore agricolo (è dunque bandita l’improvvisazione);
2)La centralità dell’ospite(reso protagonista di attività didattiche,visite guidate,momenti ricreativi e culturali,partecipazione ai lavori agricoli ecc.);
3) La professionalità degli operatori nell’accoglienza(l’agriturismo non è un “albergo nel verde”,in agriturismo ci si sente un po’ a casa e viene fornita l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’ agricoltore,il suo stile di vita,il suo lavoro e le tradizioni del territorio che abita);
4) Regole precise di trasparenza del servizio( prezzi e tariffe sono indicati in maniera chiara e rapportati al tipo di servizio fornito);
5) Il legame con il territorio circostante(le aziende si impegnano a mantenere un rapporto costante e rispettoso con storia,cultura e struttura geografica locali,così da permettere all’ospite di apprezzare le diversità ambientali,sociali e umane del territorio vicentino);
6) Il valore ai prodotti e all’enogastronomia locale( i menù proposti devono privilegiare i prodotti aziendali e stagionali,quelli a chilometro zero, gli ingredienti della gastronomia locale e le ricette tipiche della tradizione sia familiare sia del luogo e si devono fare promotori non solo della genuinità della cucina vicentina,ma anche della ritualità delle feste,delle ricorrenze e delle usanze locali);
7) Il rispetto dell’ecosistema( l’imprenditore agricolo si impegna al massimo rispetto del paesaggio e delle risorse naturali che lo circondano,attraverso la riduzione dei rifiuti prodotti e dei consumi di acqua ed energia,la cura del contesto ambientale nonché del proprio edificio,il contenimento dell’ inquinamento acustico,la sensibilizzazione dei propri ospiti ad assumere atteggiamenti ecocompatibili durante il soggiorno).
E’ un progetto lodevole ,ha tenuto a sottolineare Franciosi della Colditerri di Lodi cha va preso ad esempio anche per il nostro territorio,e in proposito, con Stefano Viganò ha annunciato che il 6 e il 7 novembre vi sarà uno scambio culturale e un gemellaggio goloso con gli agriturismi Cascinetta e Cascina Bullona di Pontevecchio Magenta dove verranno serviti piatti della cucina vicentina.
Amedeo Sandri chef gastronomo di lungo corso, anima storica dell’Agriturismo ,vicentino di nascita e docente dell’Istituto Alberghiero di Vicenza dove e’ stato precursore dei primi corsi da lui stesso tenuti in materia, ha ,poi, spiegato per quali motivi si è trasferito con la famiglia da Milano a Vicenza, semplice ha detto perché a Vicenza si vive meglio perché il territorio offre cose sane e naturali atte a conservare la tradizione.
I ristoratori, infatti, di cui mi sento parte per essere stato cuoco per ben 42 anni devono essere considerati custodi del territorio.
A Vicenza vi sono prodotti eccezionali in luoghi eccezionali. A parte i tesori architettonici e culturali della città non dobbiamo dimenticare ,hanno proseguito anche gli altri relatori, che la città si trova a poche chilometri dall’altopiano di Asiago dove è possibile praticare sport invernali come lo sci di fondo e gustare l’omonimo formaggio detto anche “allevo” (perché allevato come un bambino). E’ vicina ai Monti Berici ( che per 2 anni consecutivi hanno vinto certami enogastronomici) a Verona (dove si possono ascoltare le opere) a Marostica dove tutti gli anni si celebra la famosa partita a scacchi con pedine viventi.
Si trova a due passi dalle famose ville venete palladiane, dimore estive dei nobili veneziani,
e’ vicina a Thiene dove e’ possibile visitare il famoso Castello Scaligero Del Colleoni.
E’ vicina a Breganze famosa per i suoi vini(Torcolato) e infine anche a Recoaro antico centro di benessere e noto per le proprietà curative delle sue acque è prossima a Bassano dove lo scorso raduno degli alpini ha visto sfilare 200.000 persone in fila per due per otto ore di seguito.
Tutti hanno insomma cercato di convincerci a visitare Vicenza e i suoi agriturismi ma ancora di più hanno contribuito l’assaggio della polenta con il cotechino, la zuppa di zucca e la torta di pane definita “puttana” in dialetto vicentino perché raccoglie tutti gli avanzi dei cibi un po’ come faccio io quando insegno alla scuola alberghiera mi ha spiegato Sandri quando spiego come usare le foglie di sedano o di altre verdure per non buttare via niente e per questo la cucina Vicentina non è da meno di quella Trevigiana ha aggiunto con orgoglio.
E allora non ci resta che esplorare il territorio di Vicenza e il suo Palladio.
Gianni Acerbi
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