giovedì 2 ottobre 2008

Nasce “Brut 25”: dalle cantine di Berlucchi esce un nuovo “perlage” non-millesimato


Gli eccellenti vini della Fratelli Berlucchi, con 5 millesimati, 3 rossi e una grappa hanno, ora, un altro prodotto da aggiungere alla, già, nota gamma di vini con e senza bollicine in grado di allietare le tavole di coloro che gia conoscono l’azienda di Borgonato .
Sono entrato al ristorante di Gualtiero Marchesi al Teatro Alla Scala di Milano, dove per presentare il nuovo prodotto, erano presenti per l’occasione ed in via del tutto eccezionale, tutti e cinque i fratelli Berlucchi da Francesco, capostipite, a Marcello, Presidente, a Roberto,a Gabriella che di solito vive a New York e Pia senza contare i figli dei vari fratelli ,Tilli, Nicola, Alessandro ed Elena.
Ho avuto modo di assaggiare il nuovo spumante e la fortuna di avere accanto a me come anfitrione Francesco Berlucchi che mi ha ,subito, introdotto a questo splendido vino DOGC non millesimato e con le bollicine. Ho riferito all’Ing, Francesco perché nonostante la vocazione agricola nella famiglia vi e’ tradizione di Ingegneri e Avvocati come ha avuto modo di sottolineare ,successivamente, anche la Sig.ra Pia, che la mia conoscenza del marchio risale a più di trent’anni fa e che il ricordo del loro spumante era associato ad una certa qual amabilità e rotondità del bere e lui mi ha fatto notare come l’attuale prodotto sia un perfetto e naturale equilibrio di gusti che si propone come una ventata di freschezza, di immediata piacevolezza e di facile bevibilità: 25, mi ha poi, spiegato sono i mesi che, per legge, devono, rigorosamente. intercorrere fra il grappolo d’uva ed …il bicchiere pronto per la degustazione…
Ha, poi, aggiunto che la creazione di questo nuovo Franciacorta prodotto con sole uve di Chardonnay ha richiesto tempo ed impegno ma grazie anche alla pazienza e alla preziosa collaborazione dell’enologo Cesare Ferrari e che ha visto crescere in azienda e le prove di microvinificazione dallo stesso eseguite con vini non apprezzabili se non dopo 25 mesi dalla presa di spuma, hanno portato a questo nuovo, sorprendente risultato: ne e’ nato cioè un vino dal colore brillante e scarico insieme, dalla struttura delicata che si rivolge ad un target giovane e quindi adatto anche ad un semplice aperitivo.
Mi ha ,poi ,raccontato come suo nonno abbia inculcato a tutta la famiglia il concetto dell’autosufficienza svolgendo, sempre, lavori che permettano di potenziare gli investimenti aziendali.
Ancora oggi, ha confessato con orgoglio, tutta la produzione (si parla di 5-6 mila quintali d’uva all’anno) e’ frutto di uve coltivate in azienda e neanche un acino e’ acquistato altrove.
Mi ha ,poi ,raccontato ,con altrettanto orgoglio e simpatia, come il proprio bisnonno abbia importato il segreto dello spumante dalla Francia e per la precisione da Parigi, dove aveva studiato e dove risiedeva per almeno sei mesi all’anno e da dove portava giù le botti con carri trainati da cavalli.
Il bisnonno aveva la passione per la letteratura francese e aveva, insieme al vino. importato anche gli originali delle opere di Diderot e D’Alembert che avevano inventato, per la prima volta, il termine “enciclopedie” con l’intento di crearne una privata in Franciacorta. Non a caso questo fascino d’oltralpe non e’ venuto meno da parte degli attuali fratelli che hanno commissionato la nuova etichetta ad un giovane e affermato studio parigino; un colpo d’ala a fianco delle altre cinque etichette di linea barocca, create per gli inossidabili millesimati docg.
Francesco Berlucchi mi ha ,poi, parlato della loro bella casa del 1200’ a Borgonato dove durante l’esecuzione di alcuni lavori di restauro sono stati scoperti sotto l’intonaco dei preziosi l affreschi rinascimentali raffiguranti dei paggi che aprendo le porte della casa agli ospiti dando loro il benvenuto.
Ecco il perche’ di tanta naturale e spontanea cordialità in questa eclettica famiglia!
Pia , ha , poi, con naturale semplicità, ringraziato i presenti e Gualtiero Marchesi per l’ospitalità concessa , dal suo ristorante, all’evento auspicando che la stampa, come sempre, funga da anello di congiunzione tra il pubblico e i produttori ,ha, poi, aggiunto di essere orgogliosa , al pari dei fratelli, di portare un cognome che comporta si una grande responsabilità ma e’ anche un cognome inciso nelle nostra storia, che evoca da subito le immagini e i sapori di una terra incancellabile dalla geografia della bella Italia, paese che per i suoi vini ed il suo cibo rimane al primo posto.
Un primato che solo una famiglia così unita può difendere con forza, orgoglio e da oggi anche con un pizzico di leggerezza, la leggerezza delle belle note musicali tratte dalle opere del vicino tempio della musica che hanno allietato, insieme agli assaggi dei piatti di Marchesi (la cui moglie ,non a caso, è musicista) questa bella occasione di incontro portando a Milano il fascino della Franciacorta .
Giovanni Acerbi



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