mercoledì 23 luglio 2008

“D COME DESIGN. LA MANO, LA MENTE, IL CUORE”. LA GRANDE MOSTRA VIAGGIA TRA OMEGNA ED ORTA DAL 16 LUGLIO AL 17 SETTEMBRE.


È stata inaugurata contemporaneamente al Foro di Omegna e al Palazzotto di Orta San Giulio, Piazza Motta, sull’omonimo lago, una mostra tutta al femminile, con 120 designers, raccontata dalle curatrici della mostra stessa Anty Pansera e Luisa Bocchietto attraverso oggetti ed immagini per dare vita ad un percorso appunto al femminile, nel contesto della storia del design italiano. Organizzata nell’ambito di Torino World Design Capital, con cui la regione Piemonte ha scelto di celebrare a partire dall’8 marzo (centenario della giornata internazionale della donna) il design italiano realizzato da donne e conosciuto in tutto il mondo.
La mostra itinerante si articola in tre sezioni: la prima incentrata sulle figure femminili che, tra il 1902 e il 1945, contribuirono alla storia creativa ed imprenditoriale della Regione Piemonte; la seconda, quasi a “spartiacque” che celebra due grandi figure del design e dell’architettura nel nostro Paese, Anna Ferrieri Castelli e Franca Helg (sia la prima che la seconda visibili presso il Palazzotto di Orta San Giulio) e infine, una terza sezione dedicata alle protagoniste contemporanee del design (1948-2008), con illustrazioni di oltre 100 prodotti e progettiste e imprenditrici, che hanno individuato nel design un fattore imprescindibile (visitabile presso il Forum di Omegna).
Presso l’Hotel San Rocco sono state invece esposte, tra le eccellenze piemontesi pre-’48 una serie di bambole ceramiche Lenci, in omaggio a Elena Koning Scalini, più nota come “Lenci”.
La mostra hanno spiegato oltre alle curatrici della mostra anche le responsabili al femminile dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo delle Province di competenza, è un riconoscimento al lavoro delle tante artigiane/artiste/designers, , nonché delle imprenditrici che hanno contribuito alla creazione di un linguaggio italiano dell’oggetto d’uso e rappresenta anche un modo per valorizzare ulteriormente il made in Italy da un punto di vista squisitamente femminile. La mostra è stata resa possibile anche grazie alla presenza e al supporto di diverse note aziende quali Alessi, Fantini e Giacobini.
La prima azienda, fondata da Giovanni Alessi, nel 1921, appunto a Omegna e nota, sin dagli anni ’20 e ‘30 per gli oggetti di design per la casa e la tavola realizzati con grande cura artigianalmente in rame, ottone e alpacca che venivano poi nichelati, cromati e argentati è leader del Paesaggio casalingo in tutto il mondo. Di Alessi è possibile ammirare ad Omegna il frullino “Folpo” di Marta Sansoni del 1998, la scatola per pane “Gnam”, del 2000 di Elisa Gargan (progettata con Stefano Giovannoni), le tazzine da caffè di Doriana Mandrilli (progettate con Massimiliano Fuksas nel 2005), la puntina da disegno “The Fly” del 2001 di Donata Paruccini, il bicchiere in acciaio bugnato “Win” di Anna Gili del 1994 e il vassoio “Cricket” di Carla Ceccariglia del 1992.
L’azienda Fratelli Fantini, la cui sede è sul lago d’Orta, a Pella, nasce, invece, nel 1946 sulle rive del lago d’Orta e sul finire degli anni ’70 guarda al futuro ponendo grande attenzione al mondo del design, con la collezione i “Balocchi”, proponendo il colore come elemento innovativo. Tra i cento prodotti della mostra il pezzo design selezionato per Fantini è il miscelatore Consolle, della designer Giovanna Talocci.
Giacomini S.p.a. viene creata, infine, nel 1951 come azienda specializzata nella produzione di componenti per il riscaldamento, per la distribuzione sanitaria, di sistemi radianti a pavimento e soffitto per la climatizzazione, sistemi di termoregolazione e contabilizzazione, e la “connection” con la mostra è rappresentata dal World Design Capital di Torino, città alla quale Giacomini è particolarmente legata per la sua tradizionale vocazione industriale.
Percorrendo le sale della Mostra sia ad Omegna che ad Orta si ha la sensazione di ritornare indietro nel tempo, con una sbirciata anche alle opere che richiamano il lavoro dell’uomo, quali tornio e fresatrice, fino alle stupende creazioni della tavola di Alessi, alle altrettanto magnifiche lampade della Flos e ai tondo di cartella, ai pezzi di Fontana Arte e a quelli design di Driade.
Se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, come è avvenuto per un grande architetto come le Courbusier e un grande scultore come Rodin, questa mostra ambientata ai nostri giorni, ma con un occhio al passato e uno al futuro testimonia invece che le donne sono le vere protagoniste di oggi.
Gianni Longhini.

Nessun commento: