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Nestlé Nespresso SA uno degli attori principali del gruppo Nestlé che negli anni settanta riconobbe il potenziale di crescita nel mercato del caffè di massima qualità e prese ispirazione dal progetto originale dell’inventore dell’espresso, Luigi Bezzera, celebra quest'anno un'anniversario importante: compie dieci anni dal lancio in italia della prima varietà "Special Club".
Lo ha annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Triennale di Milano, Francesca Chelli,AD di Nespresso ,nel corso della quale oltre alla presentazione della nuova gamma di macchine per espresso Nespresso CITIZ sono stati anche resi noti ed illustrati grazie anche al prezioso contributo della Dr.ssa Stafania Graziottin Direttore del Centro di Ginecologia dell'Ospedale San Raffaele Resnati di Milano , i risultati di un ricerca supportata dall’ Osservatorio giornalistico internazionale “Nathan il Saggio” che ha monitorato dal 1 gennaio 2007 al 30 gennaio 2009 circa 500 articoli sulle principali testate internazionali in 12 nazioni (Australia, Austria, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Emirati Arabi, Russia, Spagna, Svizzera, USA), raccogliendo più di 1.500 citazioni sul consumo di caffè.
Dalla ricerca e' emerso che la crescita internazionale, veloce ed entusiasta, dell’uso dell’espresso è determinata da una felice sinergia tra gratificazione fisica, soprattutto per l’effetto eccitante e stimolante sulla performance cerebrale, ed emotiva. E’ questa combinazione che rinforza l’abitudine grazie all’attivazione del meccanismo di ricompensa (“reward”). L'uomo e' un animale liturgico ha spiegato Graziottin e la liturgia del caffè in casa offre dei plus in più: stiamo in casa, o torniamo a casa , come autoterapia contro la sindrome da sradicamento che ci prende vivendo sempre più in estraniate case dormitorio. Diventa allora centrale il gusto della casa-tana, del prendersi cura, dell’assaporare sfiziosamente insieme, meglio se un gran cru, eventualmente decaffeinato se la pausa è serale, con un dolce o del cioccolato di accompagnamento.
La Dr.ssa Graziottin che oltre ad essere ginecologa e' anche appassionata di neurobiologia ha, poi, aperto un'interessante parentesi circa gli effetti per lo piu' benefici dell'endorfina e della dopamina contenuta nel caffe' sul cervello umano anche rapportati agli altri prodotti che contenenti tali sostanze come il te o la cioccolata.
Dall’analisi emerge che è la Germania a detenere il primato sul consumo di caffè (5 tazzine pro capite al giorno), seguita dagli Stati Uniti (3,2). L’Italia si piazza solo al terzo posto con un consumo medio giornaliero di 3 tazzine di caffè. Tengono alta la media europea Austria (2,6), Spagna (2,5) e Francia (2,3), dove l’incremento del consumo di caffè ha trovato terreno più fertile. E in Asia, è proprio l’espresso ad intaccare la popolarità del tanto amato thè. Con una tazzina a testa, infatti, anche i cinesi entrano nella classifica. Fanalino di coda, a sorpresa, gli inglesi. In Gran Bretagna il consumo medio giornaliero di caffè è di 0,1 tazzina.
Ma il consumo di caffè è legato alle motivazioni che ne fanno un momento unico e ormai irrinunciabile. Dall’analisi qualitativa, infatti, emergono le ragioni che maggiormente spingono il consumatore a bere l’espresso. E se secondo il National coffee trend summary 2008 il caffè migliora le capacità mentali, per Reuters il break da caffè risulta essere un momento di gratificazione e di appagamento. Il popolo asiatico lo vede come un momento emozionale e fisico ma anche culturale dal momento che appare come un simbolo che genera un senso di appartenenza allo stile di vita occidentale, alla moda e moderno (China Economic Review). Sono motivazioni più pratiche e sicuramente più leggere quelle che spingono gli spagnoli a bere caffè. Come spiega El Mundo, infatti, dà la carica e rappresenta per molti un vero e proprio momento per staccare, per stare con amici, per parlare con i colleghi e per avere un momento conviviale con i colleghi. E’ interessante scoprire, poi, come ad ogni momento della giornata cambi il profilo del consumatore: al mattino sono prevalentemente gli uomini d’affari a farne uso, nel pomeriggio le ragazze alla moda e le giovani professioniste, mentre di sera sono per lo più i giovani che seguono le tendenze e i gruppi di amiche a dedicarsi alla pausa caffè (marketreaserchworld).
Il profilo del consumatore di caffè oggi è composto da: adolescenti, giovani impiegati, broker, colletti bianchi, professionisti occupati in centri urbani (dal Times of India, China Economic Review, China Daily). Le fasce d’età sono dai 15 ai 75 anni per il 68% degli spagnoli, per il 72% dei francesi e per l’80% degli italiani, mentre negli Stati Uniti il 19 % dei consumatori quotidiani appartiene alla fascia d’età 25-59 anni, il 37% a quella tra i 18 e i 24 anni mentre il 44% è over 60 (National coffee drinking trend summary 2008).
Negli ultimi anni, seguendo la tendenza, sono aumentati anche i luoghi dediti al culto del caffè. La ricerca mette in risalto come i coffe shop si stiano diffondendo a macchia d’olio perché visti non più come dei semplici bar ma come delle vetrine vere e proprie. Luoghi trendy dove farsi vedere e poter fare nuove amicizie in un’atmosfera elegante e di tono, oltre a rappresentare spesso una perfetta cornice per meeting d’affari e riunioni tra amiche (marketreaserchworld).
Dal focus tutto italiano realizzato nel 2008 da Nespresso, invece, emerge che il consumo di caffè è lievemente spostato verso l’universo femminile (52%di donne contro il 48% di uomini) e le aree geografiche maggiormente interessate sono il Nord Ovest (con un consumo medio pari al 29%) e il Sud + Sicilia (+ 30%). L’Italia preferisce consumare il caffè al mattino per la prima colazione (69%), mentre il 53% lo consuma abitualmente dopo il pranzo di mezzogiorno. E se è vero che il cultore di caffè lo consuma amaro (per il 35% dei consumatori), è ,ancora, piuttosto diffuso l’utilizzo dello zucchero (46%).
Un’ulteriore interessante chiave di lettura viene fornita dall’analisi del “Cluster di atteggiamento verso il caffè in casa” realizzata da Nespresso. I consumatori vengono suddivisi in 6 categorie: ritmici, funzionali, abitudinari, costretti/trascinati, limitati/attenti e dipendenti.
Consumatori casalinghi di espresso sono per lo più gli abitudinari (28%), che considerano il caffè un’abitudine irrinunciabile e che ne fanno uso in tutti i momenti della giornata. Con il 21% seguono i costretti/trascinati, che lo prendono al mattino per ottenere la carica e iniziare bene la giornata, proprio per questo sembrano quasi trascinati a farlo. I ritmici (18%) sono i consumatori che considerano il caffè come la bevanda che fissa i ritmi della giornata o delle attività, mentre i funzionali (15%) sono quelli che considerano per lo più gli aspetti funzionali del caffè, molto attenti alla salute. A chiudere questa particolare classifica, i limitati (11%), che si concedono al massimo il caffè dopo il pasto, e i dipendenti (7%), che non ne possono assolutamente fare a meno.
Nel corso della conferenza sono intervenuti anche Arturo Dell'Acqua, Vicepresidente della Fondazione Triennale di Milano che si è detto onorato di ospitare nel tempio del design la presentazione di un oggetto che del design sicuramente fa parte, Ettore Mocchetti , Direttore Architectural Digest Italia che ha riferito come l'uomo fin dall'antichità ed in particolare dai tempoi dei romani sia, sempre, stato attratto dai marchingeni che ne facilitassero la vita, Carlo Cracco, noto chef dell'omonimo ristorante, che ha, opportunamnete descritto i quattro Grand Cru eccezionali ideati da Nespresso per gli appassionati di caffè e come gli stessi possano anche essere abbinati ai suoi piatti ed infine la Prof.ssa Giuliana Ferrari, responsabile del progetto di terapia genica del San Raffaele Tiget di Milano che ha , giustamente, parlato del suo progetto e di come sia importante la ricerca in questo campo ringraziando Nespresso per i fondi e quindi per il contributo che ha voluto dare alla ricerca.
Simpatico e' stato anche l'appporto dei due ospiti Nicolas Saporidi e Ilaria Spada che hanno portato una ventata di energia e di vitalità alla presntazione intensificata ,anche, dal profumo di caffè che si respirava nei locali del tempio del design.
Gianni Acerbi
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