martedì 2 settembre 2008

A giorni L’inaugurazione del Teatro di Solomeo (PG) : count down per la realizzazione del sogno di Brunello Cucinelli


Quasi certamente molti e non solo nel mondo della moda hanno sentito parlare del 52enne imprenditore umbro divenuto famoso in tutto il mondo per aver inventato il celeberrimo cachemire colorato che ha rivoluzionato il tradizionale mercato basato sulle tonalità del beige e del grigio .
Pochi forse conoscono la vera anima antroposofica di quest’uomo che ha ,invece, fondato 23 anni fa la propria azienda su un concetto etico-umanistico dell’imprenditoria: con un occhio di particolare riguardo ai valori umani dove ognuno ha un proprio compito da svolgere, possiede le chiavi dell’azienda, lavora dalle otto alle 18,00, riceve un compenso superiore del 20% rispetto a chi in Italia svolge mansioni analoghe e soprattutto viene considerato dal proprio titolare ,che si ritiene mero “custode” dell’azienda, “un’anima pensante”.
Ancora meno persone sono al corrente che questa sorta di “imprenditore filosofo”, come lo stesso Cucinelli ama definirsi, che ha avuto unicamente ,almeno nella prima parte della sua vita, come scuola e quindi come formazione quella del “bar”che, sostiene sempre Cucinelli:” essere l’unica vera palestra dove vengono simulati giocosamente quegli stessi schemi che la vita poi ti propone” facendo così sottendere una carenza di prassi dell’azione che le scuole istituzionali spesso si dimenticano di proporre ai propri allievi, e che ora ama ispirarsi a Socrate, Seneca, Aristotele, Platone, San Francesco D’Assisi, San Benedetto, Russeau e Spinoza.
A giorni realizzerà l’ennesimo suo sogno: quello di inaugurare, nel borgo medioevale di Solomeo, con lo spettacolo in prima assoluta Nel Bosco degli Spiriti, il nuovo Teatro che entrerà presto nel circuito dei teatri stabili.
Parlando del suo teatro Cucinelli commuovendosi dice:
. “Questo Teatro – cui ho dedicato tanta parte della mia attività e della mia passione, è il simbolo altamente espressivo di quell'ideale di tipo illuministico che coltivo per realizzare il miglioramento dell'uomo, attraverso il recupero e la ricongiunzione dei suoi valori a quelli dell'arte e della spiritualità”.Non è difficile immaginare che queste espressioni provengano da un uomo che HA DETTO DEL DENARO: riveste un vero valore solo quando viene speso per migliorare l’esistenza e la crescita dell’uomo . E’ questo il ns. fine. Dell’ETICA: la sua azienda come anche le altre tendenze dell’economia mondiale, si orientano oggi sempre più verso una riscoperta dei valori umani. Il risultato? “Un gruppo (di lavoro) unito dove ognuno ha un ruolo da svolgere per il bene di tutti e DELLA SUA OPERA: credo in un’impresa umanistica che risponda nella forma più nobile a tutte le regole dell’etica che l’essere umano ha definito.

Il teatro Cucinelli che nasce come parte importante del programma di valorizzazione del Borgo di Solomeo, voluto dall’imprenditore e da lui immaginato, condotto nel corso degli anni con una serie di interventi di riqualificazione e di restauro che hanno,già , interessato il Castello Medioevale, sede dell’azienda, il Parco Settecentesco di Villa Antinori, Piazza della Pace e, oggi, il Foro delle Arti. Uno straordinario complesso di opere, quest’ ultimo costituito oltre che dal Teatro stesso, da un Ippodromo di circa 500 posti (il numero dei suoi dipendenti) e da un Ginnasio; estesi giardini e passeggi, pensati secondo i modelli antichi, nati per favorire gli incontri e il dialogo nello Spirito della grande tradizione culturale e classica. L’edificio del Teatro è lungo 38 metri per 13 di larghezza e 10 di altezza si ispira al modello rinascimentale e può ospitare fino a 240 spettatori. “L'insieme di queste opere – ha detto Cucinelli - si sviluppa secondo un itinerario che è lo specchio terreno di un corrispondente percorso metafisico, destinato a celebrare i valori non materiali dell'Uomo”. Le sue eleganti e misurate forme rinascimentali, ispirate ai modelli dei teatri di Sabbioneta e Farnese di Parma, sono” il simbolo parlante del momento culturale italiano ed europeo che esaltò i valori umanistici qui onorati e l’insieme di queste opere- aggiunge Cucinelli- si sviluppa secondo un itinerario che è lo specchio terreno di un corrispondente percorso metafisico, destinato a celebrare i valori non materiali dell’Uomo”.
L'attività del teatro ,come dicevamo, avrà quindi inizio con lo spettacolo di Luca Ronconi (in replica fino a domenica 7 settembre) Il Bosco degli Spiriti, che nasce dalla commistione di due romanzi brevi dello scrittore nigeriano Amos Tutuola nei quali la favola convive con la cronaca, l'ancestrale e tribale si mescolano con dati e usi contemporanei, che nel contesto diventano esilaranti. "Ma l'esotismo - ha spiegato Ronconi - laddove farà capolino, sarà solo ludica citazione o, al più, sapido ingrediente di un succulento timballo drammaturgico cucinato sulle variazioni del mito".
“Nulla di etnico nel nostro spettacolo e nulla di prodigiosamente immaginifico” aggiunge,quindi, Ronconi.
Il linguaggio musicale de Nel Bosco degli Spiriti è un progetto di Ludovico Einaudi, raffinato interprete della grande koiné sonora contemporanea e che intervistato afferma “ le mie passate esperienze con la musica africana mi hanno messo in contatto con una cultura che ancora oggi ha un filo diretto ed estremamente vivo con una storia molto antica, che si perde nel tempo. E’ per questo che quando ho letto il libro di Tutuola ho ritrovato la stessa natura fiabesca che avevo incontrato nelle antiche ballate cantate dai griot, i cantastorie dell’Africa Occidentale. Per la musica de Nel Bosco degli Spiriti ho creato un gruppo di lavoro composto da musicisti con delle caratteristiche diverse tra loro, alcuni africani, altri occidentali. Strumenti etnici, un pianoforte, altri strumenti inventati utilizzando barili, pezzi di bicicletta, ventilatori, conchiglie, fischietti, incudini e martelli insieme a strumenti elettronici, una tavolozza di colori per rendere musicalmente l’intricata foresta da creature terribili descritta da Tutuola”.Osserva , ancora Ronconi “ se per taluni aspetti la musica puo’ darsi di per sé come un diretto riverbero delle cadenze della favola, allora il canto potrà diventare il ponte tra la parola e la musica e la danza a sua volta, l’anello di congiunzione della musica con l’azione scenica, in una stimolante riflessione intorno ai nuovi modi e alle nuove possibilità del teatro musicale”.
Niente male per coronare il sogno di un imprenditore che nell’Esergo della home page del suo sito inserisce la citazione di Dostoievski “il bello ci può salvare “!
Gianni Acerbi

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