martedì 24 giugno 2008

BRADT TRAVEL GUIDES: FINALMENTE IN ITALIANO, NELLE LIBRERIE NAZIONALI



BRADT TRAVEL GUIDES: FINALMENTE IN ITALIANO, NELLE LIBRERIE NAZIONALI








E’ stata recentemente presentata a Milano a Stampa, Enti del Turismo , Consolati, e Tour Operators nonché naturalmente a Librerie e Operatori del settore, la joint venture tra FBE Edizioni e Bradt Travel Guides.
Storica casa editrice inglese antesignana nel settore delle guide il cui scopo era quello di dar voce alle tendenze dell’epoca catturando in anticipo lo spirito del tempo (stiamo parlando degli anni settanta) allorché Hilary Bradt fondò le famose guide che da lei presero il nome un catalogo di oltre 100 titoli le Bradt Travel Guides coprono destinazioni che vanno dall’Antardide (divenuto ora sempre più di attualità in considerazione degli interessi economici che lo coinvolgono) a Zanzibar (fino a metà 800’ considerata l’isola più importante per il commercio degli schiavi ) e tra queste si possono trovare guide che hanno da poco aperto le
frontiere al Turismo (come lo Yemen o il Butan).
Essendo lei stessa una grande viaggiatrice Hillary Bradt, a cui è stato nello scorso gennaio consegnato a Londra il Gold Wanderlust Award, in quanto le guide sono state giudicate dai lettori e dalla giuria la migliore collana di guide per l’accuratezza delle informazioni e per l’apporto culturale, ha scelto di specializzarsi in destinazioni non comuni facendo realizzare le sue guide da scrittori. Tra cui molte scrittrici (dal momento che oggi il viaggio è un’ esperienza comune anche al.mondo femminile) e spesso le donne esploratrici hanno una capacità più profonda di percezione della realtà) nonché grazie alla collaborazione con i migliori professionisti dell’industria turistica che organizzano circuiti molto specializzati e con giornalisti che collaborano con i più noti giornali di settore.
Per il mercato italiano la Bradt ha scelto FBE Edizioni. Editore specializzato in letteratura di viaggio per compiere insieme un’avventura appassionante attraverso il mondo.
Cosi magistralmente tradotte in Italiano le guide Bradt possono essere inserite nella categoria delle Guide D’aUtore poiché di lettura piacevole ,ricche di approfondimenti e capaci di prendere in mano il lettore per orientarlo nella scoperta di in Paese, senza però sostituirsi alla sua sensibilità ma stimolandolo alla conoscenza diretta.
.A differenza delle cugine Lonely Planet (pubblicate e tradotte in Italiano dalla EDT ormai dal 1992) ma dirette ad un pubblico meno esigente ed ad un turismo più di massa l’identikit delle guide Bradt_FBE è quello di rappresentare “il turista non per caso” e più in particolare una persona tra i 25 e 60 anni, colto, benestante, e le donne sembrano essere in pole position. Ed è questo il tipo di turista a cui le Bradt Travel Guides,ora si rivolgono, perché oltre alla scelta particolare delle destinazioni, Bradt si è preoccupata di rispettarne la sensibilità, oramai estremamente raffinata che intuisce quando i dettagli sono reali e le atmosfere riportate non in modo preconfezionato.
L’impostazione è rivolta a chi viaggia low budget, ma senza contraddizioni, infatti low budget solo perché non mira a mostrare al turista il lato patinato ed esteriore, attraverso percorsi convenzionali ma a volte contraffatti del paese, ma gli aspetti culturali, artistici e antropologici della destinazione prescelta, tradizioni comprese.
Il consiglio che Hilary Bradt suole dare a chi si accinge ad acquistare una guida è: prima di trovare quella che poi sarà in sintonia con noi, dobbiamo chiederci che tipo di turista siamo, un viaggiatore indipendente, o un turista amante del “tutto organizzato”.
Ad esempio le guide che dividono il paese per area geografica sono quelle più adatte a chi ama pianificare personalmente il viaggio.
I titoli in uscita nel 2008 sono:
- già usciti in aprile: Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Madagascar e Slovacchia.
- in uscita in ottobre: Borneo. Costa Rica. Isole Cayman, Maldive, Seychelles, Slovenia e Yemen.
Buon viaggio e soprattutto buona lettura.

Gianni Longhini



Mercoledì 26 giugno 2008


LA CULTURA DEL CIBO, IL CIBO DELLE CULTURE

In occasione de “ I GIORNI DELLA SALUTE “ organizzati dall’Assessorato alla salute del Comune di Milano, Agrimercati- Azienda della camera di Commercio di Milano e delle associazioni di rappresentanza per lo sviluppo delle filiere agricole e agroalimentari è stato organizzato lo scorso 12 giugno presso il Palazzo Affari Ai Giureconsulti di Milano, un convegno sulla cultura del cibo: “ il cibo delle culture, l’alimentazione come elemento di integrazione culturale”.
Il convegno a cui hanno partecipato fra gli altri il Dr. Giampaolo Landi di Chiavenna Assessore alla Salute del Comune di Milano la Dr.ssa Maddalena Di Mauro responsabile delle relazioni esterne Agrimercati, la Dr.ssa Marisa Pollini Vicepresidente della Societa’ Nazionale di Nutrizione Umana, il Dr. Andrea Sinigaglia Docente di Cultura della cucina Italiana presso la scuola Internazionale della Cucina Italiana presso Alma (Scuola internazionale della Cucina Italiana) la Dr.ssa Lella Bassignana Vicepresidente dell’Asfim Azienda speciale della Camera di commercio di Vercelli per l’agroalimentare e Antonio Piccinardi giornalista e storico enogastronomico nonche’ Direttore della rivista Artù.
Interessantissimi gli argomenti e i temi trattati: da quello dell’evoluzione e dell’innovazione del cibo cosi’come ereditato dal passato dall’uomo moderno che ha ora il non facile compito di combinare la tradizione con l’attuale stile di vita, trattato dalla Dr.ssa Porrini, a quello del binomio cibo - cultura sviluppato dal prof.. Sinigaglia che ha fornito utili e curiose informazioni sul come il risotto alla Milanese di colore giallo sia abbinabile all’omonima cottoletta e come entrambe abbiano rappresentato a tavola, nel medio evo, il colore dell’oro, visivamente contenuto anche nel manto della Statua della Madonnina del Duomo di Milano a quello sull’Oryza Glaberrima da cui sono derivati tutti i tipi di riso oggi esistenti (Javanica- Indonesia) Japonica (l’attuale ns. Riso) e l’Indica (l’indiano Vasnati) essendo l’Oryza Asiatica in sostanza scomparsa per motivi anche di natura genetica. . Sempre la dr.ssa Bassignana sollevando non poche perplessita’ tra i presenti ha azzardato raccontare che in uno dei piu’ famosi quadri di Bruegel il Vecchio (quello delle nozze paesane) sarebbero ravvisabili dei piatti di riso giallo finora retenute di polenta.



Divertente il racconto su Zafferano, il muratore impiegato nella fabbrica del Duomo che per le sue nozze avrebbe messo nel risotto desrinato ai suoi commensali lo zafferano usato per i colori dell’impasto del cemento o di altri materiali da intonaco.
Il Dr. Piccinardi ha ,invece, piacevolmente intrattenuto i presenti sulle bevande alcooliche e analcooliche e i relativi aspetti socioculturali raccontando come il ginepro sia tipico liquore della cultura e tradizione belga mentre il prodena sia un mix di vedure oggi molto di modo tra i giovani dietisti. Ha parlato poi di altri liquori e bevande come l’Idromele e il Kojak suscitando sul punto l’ilarità’ dei presenti per essere Piccinardi calvo come il famoso commissario.
Hanno reso ancora piu’ gradevole l’incontro, gli interventi istituzionali dei cuochi rappresentanti, le varie comunità’: asiatica (giapponese) sudamericana (brasile) e africana (Egitto) che hanno fornito dimostrazioni pratiche di cucina illustrando i vari elementi impiegati per la confezione dei rispettivi piatti.
Il tutto grazie anche alla coordinazione di Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione e giornalista.
Geografia, antropologia e alimentazione sono elementi fondamentali per comprendere le differenze e rilevare le uguaglianze tra i popoli.
Il cibo è un elemento culturale che riporta alle proprie radici e rafforza la propria identità’.
Il riso è l’unico cereale privo di glutine (e quindi utilizzabile anche dai celiachi) con pochi grassi (presenti solo nella lolla poi eliminata) ricco di silicio (che rallenta l’osteoporosi) e di selenio (contro l’invecchiamento) che accomuna tutti i popoli. Il Pasto è un gesto che abbina la necessità fisiologica di cibarsi al desiderio di comunanza, unità, e come tale è strumento d’integrazione tra diverse. Culture.
Tali sono gli spunti di riflessione che hanno portato l’assessorato alla salute di Milano a promuovere e organizzare qesto tipo di incontro tra culture e abitudini alimentari dei singoli popoli, evidenziando l’ importanza dei vari, usi, costumi consuetudini e alimenti diversi, pur nel rispetto della identità di ciascuno ma in un’ottica di arrichimento e di scambio reciproco.
Sicuramente un obiettivo importante per la citta’ di Milano anche in vista dell’ormai prossima Expo del 2015!

Gianni Longhini


Nessun commento: